Risposta rapida: Ogni giunzione su un cavo d’antenna costa, come regola pratica, tra 0,5 e 1 dB: più di 5 m di cavo di buona qualità. Una prolunga va quindi realizzata con un cavo unico della lunghezza necessaria e connettori F montati a regola d’arte, non con due spezzoni uniti da un adattatore. Il conto si fa in dB ogni 10 m alla frequenza più alta ricevuta, intorno a 700-800 MHz per la televisione terrestre. Se dopo la prolunga il livello scende sotto il margine del ricevitore, serve un amplificatore installato vicino all’antenna.
Spostare una presa di due metri sembra un lavoro banale: si prende il cavo che c’è, si aggiunge uno spezzone, si mette un adattatore. Il risultato è un impianto che perde 3-4 dB in un punto solo, spesso senza che nessuno colleghi la perdita alla modifica appena fatta. L’attenuazione è un numero, non un’opinione, e si somma lungo tutta la catena dall’antenna alla presa.
Quanto costano un metro e una giunzione
I valori della tabella sono ordini di grandezza dichiarati come regola pratica, utili per un conto rapido in cantiere.
| Elemento | Attenuazione indicativa | Nota |
|---|
| 10 m di cavo sottile, anima 0,8 mm | 2-3 dB | A 800 MHz, uso interno |
| 10 m di cavo 7 mm, anima 1,1 mm | 1,5-2 dB | A 800 MHz, tratte esterne |
| Giunzione con due connettori F | 0,5-1 dB | Peggiora se la calza è mal fermata |
| Derivatore a due uscite | 3,5-4 dB per uscita | La ripartizione non è gratuita |
| Adattatore IEC-RCA o IEC-BNC | 0,3-1 dB | Aggiunge una discontinuità di impedenza |
Il confronto è immediato: una sola giunzione mal fatta pesa quanto 5 m di cavo buono, e un derivatore a due vie pesa come 20 m.
Come si fa il conto in dB
Si parte dall’attenuazione dichiarata dal costruttore in dB ogni 10 m, si moltiplica per la lunghezza e si sommano le perdite di connettori, derivatori e adattatori. Il conto va fatto alla frequenza più alta del canale ricevuto, perché la perdita cresce con la frequenza. Una tratta da 25 m con cavo da 1,5 dB ogni 10 m e tre giunzioni somma circa 3,75 dB di cavo e 2-3 dB di raccordi: quasi 7 dB in totale, cioè metà della tensione disponibile.
Il bilancio dall’antenna alla presa
Al segnale dell’antenna, espresso in dBµV, si sottrae la somma delle attenuazioni. Se il risultato resta sopra la soglia di sensibilità del ricevitore con un margine di alcuni dB, l’impianto è sano; se ci si arriva al limite, ogni modifica successiva peggiora la situazione. Il margine va tenuto perché pioggia, ossidazione e derive termiche si mangiano qualche dB nel tempo.
Amplificatore: dove e quando
Un amplificatore non recupera ciò che è già stato perso: se il segnale arriva sporco, amplificarlo peggiora anche il rumore. La posizione corretta è a valle dell’antenna, con un centralino o un amplificatore da palo alimentato lungo lo stesso cavo, prima che la tratta lunga degradi il rapporto segnale-rumore. Un amplificatore installato vicino alla presa, dopo 30 m di cavo, alza segnale e rumore nella stessa misura.
Alimentazione e passaggio in continua
L’alimentatore remoto invia tensione sul cavo e richiede che derivatori e prese lascino passare la continua sul ramo giusto. Un derivatore senza DC pass spegne l’amplificatore da palo, e il sintomo è un impianto che funziona a intermittenza o non funziona affatto. Per l’audio in un secondo ambiente, dove il problema è la massa e non la frequenza, un cavo ottico Toslink evita del tutto l’anello galvanico.
Prolunghe, adattatori e percorsi
La prolunga ideale è un cavo nuovo della lunghezza esatta, in cavo coassiale 75 ohm con connettori F crimpati, non avvitati a mano su una calza sfilacciata. Gli adattatori rapidi vanno bene per una prova, non per un impianto definitivo: ogni innesto aggiunge una discontinuità e un punto di ossidazione. Se la nuova tratta corre nella stessa traccia di un cavo Ethernet nel muro, tenere i due percorsi separati di almeno 10 cm riduce gli accoppiamenti; l’alimentazione elettrica va tenuta ancora più lontana.
Casi pratici
- Situazione: la presa va spostata di 4 m: sostituire il cavo con uno unico della lunghezza giusta invece di aggiungere uno spezzone.
- Situazione: due stanze da servire: usare un derivatore con perdita dichiarata e verificare il livello su ogni uscita, non solo su quella del salotto.
- Situazione: canali che si squadrettano solo con la pioggia: il margine è già esaurito, quindi ridurre le giunzioni prima di aggiungere amplificazione.
- Situazione: amplificatore da palo che non si accende: controllare che il derivatore abbia il passaggio in continua sul ramo interessato.
FAQ
Quanto si può allungare un cavo d’antenna?
Non esiste un limite unico: dipende dal livello in antenna e dalla qualità del cavo. Con un cavo da 7 mm si resta in genere entro 30-40 m senza amplificazione, con un cavo sottile molto meno. Il criterio corretto è il conto in dB, non il numero di metri: la stessa lunghezza funziona o fallisce a seconda del segnale di partenza.
Meglio un cavo unico o due spezzoni uniti?
Meglio il cavo unico. La giunzione aggiunge perdita, crea una discontinuità di impedenza e introduce un punto che con il tempo si ossida. Due spezzoni hanno senso solo come soluzione temporanea, per una verifica o per un impianto provvisorio, e vanno sostituiti appena possibile con una tratta continua.
Un adattatore RCA peggiora la ricezione?
Può peggiorare, perché cambia la geometria del collegamento e aggiunge una discontinuità di impedenza dove il segnale passa da un connettore all’altro. Su un impianto con margine ampio non si nota; su un impianto al limite basta a far comparire i primi errori. Se l’apparecchio ha solo presa RCA, meglio un adattatore corto e di buona fattura che una catena di riduzioni.