Risposta rapida: per un impianto TV terrestre o satellitare il cavo deve essere coassiale da 75 ohm, con conduttore centrale in rame pieno e calza fitta. Il RG6 è la scelta normale per tratte fino a 30-40 metri; il RG59 resta accettabile solo su pochi metri o per il segnale di un decoder vicino. La perdita si misura in decibel e cresce con la frequenza, quindi un cavo sottile da pochi euro può far sparire i canali UHF più alti anche se l’impianto sembra funzionare. La lunghezza non è l’unico parametro: contano derivatori, prese e connettori F serrati a regola d’arte.
La domanda vera non è quale cavo costa meno, ma quale cavo consegna al decoder un livello sufficiente con un rapporto segnale-rumore ancora decente. Su un impianto condominiale la tratta è già lunga e ogni decibel perso si somma a quelli del derivatore; su una singola casa il margine è maggiore e la scelta si sposta sulla qualità meccanica del connettore.
Perché 75 ohm e non 50
Tutta la catena televisiva è normalizzata su 75 ohm: presa, derivatore, ingresso del decoder, connettore F. Un cavo da 50 ohm, tipico del mondo radioamatoriale, introduce una discontinuità di impedenza a ogni giunzione e genera riflessioni che si traducono in ghosting e in mer/frames persi. Non è un dettaglio da audiofili: è la ragione per cui un cavo “migliore” da 50 ohm peggiora un impianto TV rispetto a un RG6 economico ma corretto.
RG6, RG59 e le alternative
La sigla descrive una famiglia di coassiali da 75 ohm con diametro e dielettrico diversi. Il RG6 ha anima da 1 mm, dielettrico espanso e calza più robusta; il RG59 ha anima da 0,6-0,8 mm, è più sottile e flessibile, e perde più segnale alle frequenze alte. Su tratte brevi la differenza non si nota; su 25 metri e oltre diventa la variabile dominante.
| Tipo | Impedenza | Perdita tipica a 800 MHz | Uso sensato |
|---|
| RG6 | 75 ohm | 0,6 dB ogni 10 m | Tratte domestiche e condominiali |
| RG59 | 75 ohm | 1,0 dB ogni 10 m | Decoder vicino, tratte sotto 10 m |
| RG11 | 75 ohm | 0,45 dB ogni 10 m | Distanze lunghe, posa rigida |
| Cavo piatto sottile | 75 ohm nominale | 1,8 dB ogni 10 m o più | Solo per collegamenti visibili e brevi |
Come si perde il segnale lungo la tratta
Derivatori e prese
Un derivatore a due uscite costa 3-4 dB sulla linea passante e 10-14 dB sull’uscita derivata; una presa finale aggiunge 1-2 dB. Su un impianto con tre prese in cascata il margine si consuma più in questi componenti che nel cavo. Prima di cambiare il cavo conviene contare quante discontinuità ci sono davvero tra antenna e decoder.
Frequenza e canali alti
La perdita cresce con la radice della frequenza: un cavo che a 200 MHz perde 3 dB su 50 metri può perderne 9 a 800 MHz. Per questo un impianto che riceve i canali bassi e non i multiplex in UHF alto è il ritratto tipico di un cavo sottodimensionato, non di un’antenna guasta.
Come riconoscere un cavo inadeguato
L’anima deve essere rame pieno, non acciaio ramato: si controlla tagliando un centimetro e guardando il colore all’interno del conduttore. La calza deve coprire almeno il 60 per cento, meglio se a treccia fitta più foglio. La guaina esterna deve essere in PVC o PE adatto alla posa, con marcatura leggibile. Un cavo che si piega senza resistenza e torna indietro con un’anima sottile è un cavo per collegamenti temporanei. Chi deve sostituire un RG59 corto può confrontare i due profili nella guida RG6 contro RG59 e usare un cavo RG6 come riferimento di costruzione.
Casi pratici
- Appartamento con presa a 12 metri dall’antenna: RG6 con connettori F a compressione, nessun derivatore intermedio; il margine avanza anche dopo la sostituzione del decoder.
- Villa su due piani con tre prese: RG6 per la dorsale e derivatore a due uscite subito dopo l’alimentatore, così la perdita resta concentrata in un punto misurabile.
- Canali UHF assenti ma VHF presenti: sostituire prima il cavo sottile e poi verificare il livello con un misuratore, non aggiungere un amplificatore alla cieca.
- Presa aggiunta per un secondo televisore: usare un partitore da 3,5 dB per uscita e accettare che il livello cali, oppure passare a un derivatore con uscite bilanciate.
FAQ
Posso usare un cavo satellitare per il digitale terrestre?
Sì. Un coassiale da 75 ohm con perdite basse funziona su entrambi gli impianti; cambia solo il tipo di connettore e, per il satellite, la necessità di un cavo con perdite contenute in L-band. Gli adattatori coassiali risolvono le differenze meccaniche senza tagliare il cavo.
Quanto conta il connettore F?
Molto più di quanto si pensi: un connettore a vite mal serrato o con calza che tocca l’anima introduce perdite e disturbi, e con il tempo si ossida. Meglio un F a compressione, montato con la pinza corretta, che un connettore dorato avvitato a mano.
Serve un amplificatore se il cavo è lungo?
Solo dopo aver misurato il livello: amplificare un segnale già rumoroso peggiora il rapporto segnale-rumore. Su tratte molto lunghe conviene prima ridurre le perdite con un cavo migliore o spostare il derivatore.